Lo sanno tutti che la pressione fiscale in Italia è troppo alta, e che soprattutto lo Stato non restituisce in servizi quanto preleva, questo è il vero punto. Le risorse che lo Stato preleva dai redditi degli italiani non vengono restituite in servizi.
Dove finiscono quindi le risorse che non vengono restituite ai cittadini in servizi? in corruzione, burocrazia, arretratezza tecnologica grave, sprechi, evasione fiscale.
La tecnologia ha cambiato il mondo, i fini e i mezzi di produzione non sono più chiari come prima. Il confronto tra le capacità tecniche e politiche è aperto su scala planetaria. Certo non dimentico che le superpotenze militari sono sempre le solite due, Usa e Russia. Tuttavia anch'esse devono fare i conti e costringono a fare i conti con il nuovo assetto tecnologico mondiale. La retromarcia del presidente degli Usa sulla paventata guerra in Siria, per i modi i tempi e i soggetti che hanno agito per scongiurarla - Putin, il Papa, l'informazione globale - questa retromarcia dicevo è forse un indizio della fondatezza di quanto sostengo, quando dico che anche le superpotenze, nonostante il loro strapotere nucleare, devono fare attenzione alla globalizzazione.
Il nostro governo dichiara che ha ridotto le tasse ma toglie ai cittadini ogni strumento di controllo, perché? perché se è vero che ha ridotto le tasse ha cambiato le modalità di riscossione, i nomi delle tasse, i parametri di calcolo e così via? se vado al cinema oggi e pago 10 euro, e domani allo sportello mi vendono un biglietto facendomi pagare 9,90 euro, posso constatare e affermare che il biglietto è diminuito di 10 centesimi. Ma se invece di ridurre il biglietto di 10 centesimi mi dicono che d'ora in poi pagherò il film in base alla sua durata e che dunque se dura meno di novanta minuti pagherò 9,90 euro e se dura più di novanta minuti pagherò 10,10 euro, chi mi garantisce che i film, da quel momento non dureranno tutti più di novanta minuti e che la dichiarata riduzione del prezzo in realtà è una finta e che il prezzo in realtà è aumentato? non me lo garantisce nessuno e data l'esperienza di ognuno di noi è certo che i film, dopo la "riduzione" del prezzo, dureranno tutti come minimo 91 minuti.
Anche quest'anno il Pil decresce e pare che in sostanza non ci siano cenni di ripresa. Meno Pil meno introito fiscale da parte dello Stato (si suppone), ma in Italia non è così, meno Pil e maggiore gettito fiscale, è contraddittorio ma è così: questo significa forte aumento della pressione fiscale. Se produco meno e pago più tasse di prima, sfido chiunque a dirmi che non si tratta di un aumento della pressione fiscale (che l'aumento sia dovuto alla lotta all'evasione mi pare del tutto inconsistente come argomento).
L'Italia ha un debito enorme che le banche hanno acquistato anche con le risorse a basso costo che hanno ricevuto negli ultimi anni dalla BCE. Nel contempo le banche, che pure acquistano con larghezza debito pubblico, hanno chiuso i rubinetti ai piccoli e medi imprenditori italiani.
Ora facciamo un po' due conti. Il sistema economico-politico-istituzionale italiano ha dei gravi problemi che si sintetizzano in una riduzione del PIL. Lo Stato ha un grande debito che lo induce ad aumentare spaventosamente la pressione fiscale. Le banche destinano le loro risorse al finanziamento del debito pubblico e stringono invece i cordoni della borsa nei confronti dei piccoli e dei medi imprenditori. Detto questo, se la base dell'economia è l'impresa, sul prodotto della quale poi si regge tutto il sistema (privati, Stato, democrazia, eccetera), se l'economia per le ragioni più disparate esterne e interne al sistema Italia langue, se lo Stato preleva allegramente dalle tasche dei cittadini anche quando queste sono sempre disperatamente più vuote, se tutto questo è vero, l'unica via d'uscita è un aumento del credito all'economia e una riduzione dei consumi di Stato. Invece lo Stato non dà alcun segno concreto di ravvedimento, e le stesse banche che hanno serrato i cordoni della borsa ai piccoli e medi imprenditori continuano a finanziare lo Stato come se nulla fosse.
Dove finiscono quindi le risorse che non vengono restituite ai cittadini in servizi? in corruzione, burocrazia, arretratezza tecnologica grave, sprechi, evasione fiscale.
La tecnologia ha cambiato il mondo, i fini e i mezzi di produzione non sono più chiari come prima. Il confronto tra le capacità tecniche e politiche è aperto su scala planetaria. Certo non dimentico che le superpotenze militari sono sempre le solite due, Usa e Russia. Tuttavia anch'esse devono fare i conti e costringono a fare i conti con il nuovo assetto tecnologico mondiale. La retromarcia del presidente degli Usa sulla paventata guerra in Siria, per i modi i tempi e i soggetti che hanno agito per scongiurarla - Putin, il Papa, l'informazione globale - questa retromarcia dicevo è forse un indizio della fondatezza di quanto sostengo, quando dico che anche le superpotenze, nonostante il loro strapotere nucleare, devono fare attenzione alla globalizzazione.
Il nostro governo dichiara che ha ridotto le tasse ma toglie ai cittadini ogni strumento di controllo, perché? perché se è vero che ha ridotto le tasse ha cambiato le modalità di riscossione, i nomi delle tasse, i parametri di calcolo e così via? se vado al cinema oggi e pago 10 euro, e domani allo sportello mi vendono un biglietto facendomi pagare 9,90 euro, posso constatare e affermare che il biglietto è diminuito di 10 centesimi. Ma se invece di ridurre il biglietto di 10 centesimi mi dicono che d'ora in poi pagherò il film in base alla sua durata e che dunque se dura meno di novanta minuti pagherò 9,90 euro e se dura più di novanta minuti pagherò 10,10 euro, chi mi garantisce che i film, da quel momento non dureranno tutti più di novanta minuti e che la dichiarata riduzione del prezzo in realtà è una finta e che il prezzo in realtà è aumentato? non me lo garantisce nessuno e data l'esperienza di ognuno di noi è certo che i film, dopo la "riduzione" del prezzo, dureranno tutti come minimo 91 minuti.
Anche quest'anno il Pil decresce e pare che in sostanza non ci siano cenni di ripresa. Meno Pil meno introito fiscale da parte dello Stato (si suppone), ma in Italia non è così, meno Pil e maggiore gettito fiscale, è contraddittorio ma è così: questo significa forte aumento della pressione fiscale. Se produco meno e pago più tasse di prima, sfido chiunque a dirmi che non si tratta di un aumento della pressione fiscale (che l'aumento sia dovuto alla lotta all'evasione mi pare del tutto inconsistente come argomento).
L'Italia ha un debito enorme che le banche hanno acquistato anche con le risorse a basso costo che hanno ricevuto negli ultimi anni dalla BCE. Nel contempo le banche, che pure acquistano con larghezza debito pubblico, hanno chiuso i rubinetti ai piccoli e medi imprenditori italiani.
Ora facciamo un po' due conti. Il sistema economico-politico-istituzionale italiano ha dei gravi problemi che si sintetizzano in una riduzione del PIL. Lo Stato ha un grande debito che lo induce ad aumentare spaventosamente la pressione fiscale. Le banche destinano le loro risorse al finanziamento del debito pubblico e stringono invece i cordoni della borsa nei confronti dei piccoli e dei medi imprenditori. Detto questo, se la base dell'economia è l'impresa, sul prodotto della quale poi si regge tutto il sistema (privati, Stato, democrazia, eccetera), se l'economia per le ragioni più disparate esterne e interne al sistema Italia langue, se lo Stato preleva allegramente dalle tasche dei cittadini anche quando queste sono sempre disperatamente più vuote, se tutto questo è vero, l'unica via d'uscita è un aumento del credito all'economia e una riduzione dei consumi di Stato. Invece lo Stato non dà alcun segno concreto di ravvedimento, e le stesse banche che hanno serrato i cordoni della borsa ai piccoli e medi imprenditori continuano a finanziare lo Stato come se nulla fosse.
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