La capacità del governo Renzi di fare approvare la nuova legge elettorale indica che questo governo non spende tutte le sue energie per stare in sella, riesce a spenderne anche per governare questo paese, il che per noi italiani è una buona notizia.
L'attività umana è per definizione imperfetta, sicché sarà imperfetta anche l'Italicum, tuttavia questo dato di fatto, l'imperfezione dell'attività umana, non può certo essere un alibi per restare fermi e non fare nulla. Le riforme vano assolutamente fatte e poi, se sono state fatte bene, potranno essere affinate dal legislatore. L'Italicum è una riforma fatta bene perché prevede la formazione di un governo stabile e l'eliminazione del bicameralismo perfetto; i contrappesi democratici per garantire la democraticità dei processi decisionali potranno essere verificati ed eventualmente migliorati con la prossima già programmata riforma costituzionale del Senato. Che ovviamente non deve essere l'occasione per neutralizzare l'Italicum, bensì per indirettamente migliorarlo nell'interesse della democrazia e del governo efficiente ed efficace dell'Italia.
Il motivo, per cui Renzi non ha voluto più discutere sull'Italicum e ha posto la questione di fiducia, non è come si è sentito dire dappertutto che Renzi è uno arrogante e vuole fare di testa sua, chi dice questo o è stupido oppure mente. Se il governo Renzi avesse accettato anche un emendamento "virgola", ciò avrebbe comportato la non approvazione della legge, che avrebbe dovuto essere riapprovata dal Senato, e di fatto avrebbe rimandato sine die la sua approvazione, lasciando l'Italia in una situazione terribile: cioè in balia del proporzionale puro, il che come tutti sanno se da una parte rispecchia puntualmente i voti dall'altro produce una situazione di sicura ingovernabilità.
La tanto gridata deriva autoritaria è una sciocchezza, del resto con la legge utilizzata per l'elezione di questo Parlamento abbiamo assistito a ben tre governi nati nelle aule parlamentari e non dalle elezioni: Monti, Letta e Renzi. Questa secondo i critici tout court dell'Italicum era una legge democratica e garantiva il rispetto delle minoranze. A mio avviso invece la legge elettorale bocciata dalla Consulta in realtà ha dato prova di essere una legge che garantiva solo il mantenimento di un assetto istituzionale a garanzia di corruzione, burocrazia e sprechi. Non va del resto dimenticato che dei tre governi citati: Monti, Letta e Renzi, l'unico che ha avuto una legittimazione popolare, benché indiretta, è il governo Renzi (elezioni europee).
Democrazia non significa governo della minoranza ma governo della maggioranza del popolo, sicché la minoranza vigila, denuncia, contesta ma poi chi decide è la maggioranza, altrimenti significherebbe che le parole, la parola democrazia inclusa, sono vuote, non significano nulla. In un regime democratico, quali che siano le regole che il Parlamento decide, quello che conta è che chi vince le elezioni debba governare per un arco di tempo limitato e prestabilito. Chi ha perso potrà rifarsi al turno successivo. In questi giorni abbiamo assistito al rinnovo del Parlamento Inglese, in poche ore, dopo le elezioni, si è saputo chi ha vinto, chi governerà e già addirittura anche quali ministri sono stati confermati: senza attese che ovviamente uno Stato del terzo millennio, nessuno Stato, può più permettersi; e non può più permettersele nell'interesse dei cittadini, non dei politici.
Le analisi critiche a prescindere sappiano benissimo che sono sempre possibili, in tutte le direzioni, quella vera e quella falsa, quella razionale e quella irrazionale. Questo perché un conto è lo sviluppo di un'analisi critica di fronte a un pubblico qualificato e dotato di tutti gli strumenti procedurali e sostanziali per valutare gli asserti dell'oratore o dell'autore di una critica; altro conto è un coacervo di informazioni buttate lì, non coerenti benché convincenti, con critici scelti per propugnare un punto di vista e un contraddittorio scelto per soccombere di fronte alle tesi contrapposte. Il vizio di un ragionamento spesso è molto sottile e in un contesto massmediatico non è facile e agevole rilevarlo o perlomeno evidenziarlo adeguatamente.
Ho anche sentito spesso critiche del tipo "il governo sta pensando alla legge elettorale mentre l'Italia ha bisogno di riforme economiche, del mondo del lavoro, eccetera". Anche questo è un ragionamento straordinariamente falso. Come si possono fare riforme di qualunque tipo se non si garantisce al Parlamento (eliminazione del bicameralismo perfetto) e al governo (certezza della maggioranza e del governo di chi ha vinto le elezioni) la capacita di agire in modo efficiente ed efficace?