Che cos'è e perché esiste la politica?
La politica è una nobilissima attività umana che ha il fine di adeguare, per quanto possibile, il mondo al cielo. In altre parole, la politica deve guidare la società verso il bene e la giustizia.
Ma chi è idoneo a questo nobile scopo di condurre il mondo verso il bene e la giustizia? per trovare la classe dirigente idonea ad attuare la politica, fin dai tempi di Pericle, il migliore strumento è la democrazia nelle sue varie interpretazioni, dalla democrazia diretta dei tempi di Pericle alla democrazia rappresentativa dell'Italia dei nostri giorni.
Per ragioni legate all'assetto mondiale del potere, dopo la seconda guerra mondiale, la democrazia italiana ha dovuto sottostare a una serie di compromessi che ne hanno impedito il corretto funzionamento, consolidamento e sviluppo. La guerra fredda, durante la quale l'Italia era un paese di frontiera, ha motivato tutti gli atti politici noti e occulti che, fino alla caduta del muro di Berlino, hanno di fatto impedito, in Italia, il ricambio politico, l'alternanza al potere delle forze politiche avverse e dunque la selezione delle fazioni e degli uomini politici migliori, senza con ciò mettere in dubbio che nonostante tutto il nostro paese ha avuto anche dei grandi e memorabili statisti.
Dopo l'ottantanove c'è stata "mani pulite", che in qualche modo testimonia la fine della guerra fredda. Subito dopo mani pulite, è entrata in scena la cosiddetta seconda repubblica, il cui esito drammatico è sotto gli occhi di noi tutti.
Ma perché dopo la cessazione della guerra fredda e il dissolvimento dei motivi che avevano limitato la democrazia in Italia non si è aperta una stagione politica con il fine del bene e della giustizia? perché la democrazia condizionata, vigente in Italia tra la fine della seconda guerra mondiale e il crollo del muro di Berlino, ha fatto sì che gli uomini al potere, anche dopo l'89, continuassero a essere non i migliori ma i più idonei allo scopo, che una volta era il mantenimento degli equilibri mondiali, dopo è stato l'aumento del potere per il potere, la politica per la politica.
La guerra fredda ha dato spazio a tutte quelle forze, anche alla criminalità organizzata, che le erano funzionali, ripeto, al conseguimento dell'obiettivo primario, impedire l'accesso al potere delle forze politiche che erano considerate inaffidabili dal punto di vista strategico, in quanto avrebbero potuto, se fossero giunte al potere, sbilanciare l'equilibrio mondiale a favore dell'Unione Sovietica. Non a caso dopo l'89 la criminalità organizzata, che evidentemente sentiva sulla sulla sua pelle che la fine della guerra fredda abbatteva anche i motivi delle limitazioni alla democrazia italiana, e che questo, in un arco temporale adeguato, significava anche la fine della criminalità organizzata, non a caso dicevo in quel periodo la criminalità organizzata ha provato a trattare con lo Stato: in quell'epoca si sono svolti i fatti sui quali si stanno svolgendo le indagini sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.
La storia dell'ultimo ventennio ha dimostrato però che non si passa facilmente da una democrazia truccata a una democrazia tout court, da una selezione della classe dirigente per scopi strategici sovranazionali a una selezione della classe dirigente per la politica italiana, cioè per il bene e la giustizia. L'esito perverso della nostra storia recente è che la politica italiana non è un mezzo ma un fine. Essa dovrebbe essere un mezzo per conseguire il bene e la giustizia per gli italiani invece, almeno fino a oggi, la politica italiana ha dimostrato, ripeto, che non è un mezzo ma un fine, essa ha come fine sé stessa e ha utilizzato e utilizza come mezzo ciò che dovrebbe essere il suo fine, gli italiani.
30 marzo 2013
Il fine della politica
17 marzo 2013
Grillo e il Senato
Se il M5S ha deciso di non accordarsi con i partiti tradizionali è perché questo movimento ritiene che le istituzioni vadano riformate alla radice, e che se un albero che potesse decidere, per quanto esso voglia riformarsi, mai deciderebbe di recidere le proprie radici.
La coalizione che ha preso più voti alle elezioni ha proposto per la Presidenza del Senato un nome ineccepibile, che penso nessuno metta in discussione, e che anzi è gradito suppongo a tutti gli italiani, cionondimeno, a mio avviso, i grillini che lo hanno votato hanno sbagliato e tradito lo spirito più profondo che anima il loro movimento.
I senatori del M5S hanno ceduto alle lusinghe di una candidatura ottima che serviva appunto a scardinare la loro compattezza, proposta da una coalizione che pure con le sue migliori intenzioni non interpreta correttamente il sentimento democratico dei cittadini italiani, e cioè il bisogno di una riforma istituzionale che, nel rispetto assoluto della democrazia, sia capace di eliminare le incrostazioni profonde delle istituzioni e della politica italiane.
Per esprimere quest'ultimo concetto con un esempio concreto, dirò che il proposito della coalizione del PD di approvare una nuova legge sui rimborsi elettorali chiarisce da sé quello che ho appena detto. Gli italiani che già avevano detto di no al finanziamento pubblico ai partiti vogliono l'azzeramento dei rimborsi elettorali e non una legge che li ritocchi o li modifichi. I partiti che hanno esigenze di cassa hanno anche patrimoni enormi che possono servire per far fronte alle loro obbligazioni. I partiti non devono più prendere soldi pubblici per il loro finanziamento.
L'Italia non ha bisogno di un governo che riesca a mettere delle toppe alle situazioni da affrontare con urgenza ma di un governo che affronti tutti i problemi con competenza, senza pregiudizi e senza la preoccupazione di salvaguardare qualche casta. Per questo il M5S che tante speranze sta suscitando in Italia e all'estero non deve tradire i valori cui si ispira e le regole che si è dato. Se il Movimento 5 Stelle non saprà mantenere la propria compattezza, la politica italiana continuerà inesorabilmente a essere la protagonista svogliata e distratta cui siamo abituati da troppi anni.
15 marzo 2013
Parmenide e Severino
Nietzsche diceva che il genio avanza come un gigante che si sposti procedendo da una vetta all'altra, Parmenide e Severino sono due vette del pensiero che, pur nella loro profonda distinzione, hanno dei punti di contatto non trascurabili.
Per Parmenide, l'essere è eterno e immutabile e, dunque, il divenire, testimoniando appunto la propria assoluta mutabilità non è essere, il divenire per Parmenide è mera parvenza, illusione.
Anche per Emanuele Severino l'essere è eterno e immutabile ma, all'opposto di Parmenide, testimonia l'essere eterno e immutabile di tutto ciò che esiste: dal granello di polvere alla più piccola particella di materia, dalla stella più grande al più insignificante dei sogni.
La cultura umana, dai Greci ai giorni nostri, scienza inclusa, pur considerando il divenire innegabile, considera la realtà un istante venuto dal nulla che subito dopo essere stato ridiventa nulla. Il postulato di ogni pensiero, poetico o scientifico che sia, è il seguente: nulla (futuro)-presente-futuro (nulla). Ora, se prendiamo a prestito una regoletta matematica come il prodotto di una moltiplicazione quale uno per zero uguale zero, avremo che nulla-futuro-zero per presente-uno per passato-zero uguale esistenza umana zero-nulla; il prodotto di questo ragionamento è dunque che la nostra esistenza è radicalmente nulla, apparente, illusoria. Il presupposto della cultura contemporanea è dunque sostanzialmente quello cui già era pervenuto Parmenide, la realtà è illusione, ma mentre Parmenide lo affermava la cultura umana del nostro tempo non lo riconosce, si limita ad accettarlo inconsciamente, ponendolo dunque come presupposto ma rifiutandosi di ammettere che tale postulato porta alla nullità di tutto. Mentre Parmenide affermava l'assoluta necessità, eternità, immutabilità dell'essere, la filosofia contemporanea degli ultimi due secoli nega qualunque immutabile affermando così l'assoluta nullità del tutto.
Severino, con la sua testimonianza appartenente comunque alla terra isolata, dimostra che data l'innegabilità del presente, data l'impossibilità che l'essere diventi nulla, il divenire non è mutamento, ché altrimenti tutto sarebbe nulla, ma è apparire e scomparire degli eterni, che anche se usciti dall'apparire non potranno mai diventare nulla.
Del resto la cultura contemporanea non ha alcuna prova né logica né fisica del postulato nulla-essere-nulla, e gli studi più avanzati della fisica mostrano che particelle elementari scorrazzano inspiegabilmente tra passato e futuro. Il che non potrebbe essere se il postulato nulla-presente-nulla fosse fondato.
9 marzo 2013
Grillo e il sistema istituzionale italiano
Mi pare che la linea politica dell'M5S sia quella di chi mette in discussione il sistema istituzionale italiano così come è stato fino a oggi, di chi vuole una democrazia diversa da quella attualmente vigente in Italia, una democrazia diretta e non rappresentativa, in cui i singoli cittadini partecipino alla gestione della cosa pubblica. Le assemblee dell'Atene di Pericle, che era comunque una piccola città, contavano migliaia di partecipanti. Questo, la democrazia diretta, è astrattamente possibile, perché i mezzi tecnologici che abbiamo consentirebbero enne votazioni al minuto da parte di ogni italiano, ma questo certamente non basta, bisogna vedere se queste enne votazioni c'è il sistema perché possano essere espresse senza che qualcuno possa manipolarle. Naturalmente la mia è una iperbole ma il senso di ciò che esprime l'M5S mi pare questo.
Il fatto che l'M5S non intenda dare la fiducia a nessun governo mi pare coerente con le dichiarazioni di Grillo e la filosofia democratica che il Movimento 5 Stelle vuole attuare. Se questo movimento condanna le istituzioni italiane così come hanno funzionato finora, per quale ragione dovrebbe entrare a farne parte come se ciò che è stato dichiarato prima delle elezioni fosse un mero esercizio retorico: se le dichiarazioni elettorali di Grillo sono vere, il M5S ha solo una strada da percorrere, quella della sua attuale posizione.
Il PD e il PDL hanno avuto più di un anno per darci una legge elettorale che consentisse di governare a chi avrebbe vinto le elezioni e non ce l'hanno data, quindi l'attuale situazione di stallo non può essere certo addebitata ai nuovi eletti o a un movimento che è entrato in Parlamento per la prima volta in questa legislatura. La situazione di stallo in cui ci troviamo, che probabilmente il Presidente della Repubblica tra qualche giorno riuscirà a superare, in ogni caso non può essere addebitata a Grillo e al suo movimento. Se Grillo votasse la fiducia al PD di fatto accetterebbe di entrare a far parte di un sistema istituzionale che invece, giustamente, ha criticato senza peli sulla lingua, sicché mi chiedo per quale ragione dovrebbe rinnegare le proprie idee? forse per togliere le castagne dal fuoco a chi non ha colpevolmente previsto e evitato quello che comunque non è un evento straordinario e imprevedibile, visto che già nella storia recente una situazione di stallo aveva condizionato il governo Prodi e poi lo aveva fatto cadere rovinosamente.
Grillo giustamente è pronto a votare per ciò che è coerente con il suo movimento, quindi suppongo una nuova legge elettorale, ma non intende affatto entrare a far parte di una classe dirigente che oggettivamente ha portato l'Italia nella sua attuale drammatica situazione.
8 marzo 2013
Trasparenza e informatica
La combinazione di informatica e rete può elevare enormemente la produttività e ridurre/azzerare molti costi sia nel privato sia nel pubblico.
La rete è nata nel 1991, cioè 22 anni fa, quasi un quarto di secolo. Perché l'Italia non ne faccia un uso massiccio non è dato sapere.
Da alcune settimane, nel nostro Paese è possibile iscrivere a scuola i proprio figli online, cioè si può fare uso della rete per compiere una operazione che finora era eseguita esattamente come si poteva fare già nel '700, con grande, grandissimo sperpero di denaro di tutti noi. Ma la decisione del Ministero dell'Istruzione non mi pare che sia stata seguita da altre pubbliche amministrazioni.
La rete potrebbe, al tempo stesso, azzerare tutti i costi legati alle vecchissime prassi cartacee e rendere trasparente l'intera azione della pubblica amministrazione. Non ho idea di cosa possa significare in termini monetari quanto ho appena affermato, ma sicuramente i volumi di risparmio, di aumento di produttività e di trasparenza, sono enormi, di certo gli importi di cui si avvantaggerebbero tutti gli italiani sono miliardari in euro.
Per essere più concreto, il bilancio dello Stato è, come tutti i bilanci, la sintesi di tutte le transazioni contabili compiute dal soggetto cui il bilancio si riferisce in un dato arco di tempo. L'informatica e la rete consentirebbero, se solo lo si volesse, di rendere pubbliche tutte le transazioni delle amministrazioni dello Stato, dallo scontrino del caffè alla fattura pagata per una macchina blu, dal contratto di appalto alle fatture emesse per il pagamento dei lavori realizzati con il contratto d'appalto medesimo. In altri termini, conti pubblicati e conti necessari per la gestione dovrebbero essere una sola cosa pubblica, le amministrazioni dovrebbero lavorare alla loro contabilità online mettendo a disposizione di tutti, urbi et orbi, perché no?, tutto ciò che avviene, di finanziario, patrimoniale ed economico, nella pubblica amministrazione.
Se quello che dico può sembrare a prima vista utopistico in realtà è molto realistico. Con la tecnologia cloud tutto questo è possibile ed economicissimo, già da lungo tempo.
La rete e l'informatica dovrebbero essere applicate anche alle proposte politiche, anzi immagino che la pubblica amministrazione già ne faccia uso, solo che non mi spiego perché le proposte fatte dai vari leader non siano seguite dalla diffusione dei dati sugli effetti economici che deriverebbero dalla attuazione delle loro idee. Mi spiego meglio. Se il leader x propone un dato aumento o riduzione d'imposta, il rimborso dell'Imu o il salario di cittadinanza, il modello matematico di cui dispone il Ministero dell'Economia sicuramente è in grado di svelarne gli effetti economico-finanziari per valutarne il reale impatto e cosa eventualmente si dovrebbe fare (utilizzando il medesimo modello matematico) per ottenere l'effetto sperato dal leader. Beninteso, ciò di cui parlo è solo una metodo di sviluppo e modifica immediata di un budget, per valutare l'impatto delle proposte che vengono poste in campo, che nulla toglie alla visione politica degli uomini che ricevono dai cittadini il difficile compito del governo di uno Stato; visione politica che ha certamente effetti che vanno al di là di un mero calcolo pur potente e immediato. Tuttavia, ferma restando la necessità della politica, intesa come visione vera e giusta di una data società in un dato tempo, informatica e rete potrebbero testare la bontà e la fattibilità delle idee e dei progetti in campo, fattibilità che varierebbe istantaneamente (indicando anche in senso economico, finanziario e patrimoniale l'effetto delle politiche adottate, adottande e da adottare), con il sopraggiungere degli effetti positivi o negativi delle visioni politiche adottate dal governante di turno.