Le "larghe intese" pare che siano preferite dall'establishment del Pd, ma un accordo in questo senso, tra Pd e Pdl, sicuramente non sarebbe accettato dal Sel di Vendola e, altrettanto sicuramente, sarebbe una iattura per l'Italia. Nel Pdl non è emerso niente di nuovo, l'assetto politico è praticamente immutato, dunque se fosse determinante per il governo tenterebbe di portare avanti le politiche attuate fino alle dimissioni di Berlusconi nel 2011, vale a dire cercherebbe di far seguire al nostro Paese la via che ci ha portati malamente fin qui: nessun controllo sui conti pubblici, nessuna riduzione della burocrazia, nessuna eliminazione degli sprechi. Il Pd (che ha colpevolmente bocciato Renzi) appartiene anch'esso alla classe dirigente che ha assistito impotente e complice al declino italiano, sicché se fosse vero che la sua nomenclatura è favorevole alle "larghe intese" con il Pdl, questo non può significare altro che, insieme con il Pdl, cercherebbe di salvare il salvabile di un sistema istituzionale che negli ultimi dieci anni ha dato una pessima prova di sé.
L'Italia ha bisogno di riforme che ridisegnino tutte le istituzioni e che mirino al futuro affrancando lo Stato italiano da ogni luogo comune, nazionale e internazionale, da ogni incrostazione politica e culturale, dagli interessi dei troppi privilegiati, dai politici politicanti, dalle ingiustizie, ma anche dagli sprechi, dalla burocrazia e dalla corruzione. Il nostro Paese deve concentrarsi di più sull'istruzione, per porre al centro gli studenti e non gli addetti ai lavori, che ovviamente vanno rispettati ma senza dimenticare che l'istruzione deve avere al centro gli italiani di domani e non i professori, il personale ausiliario e quant'altro: prima gli studenti, poi tutti gli altri. L'Italia deve sviluppare la ricerca e, ripeto, non gli apparati burocratici e spreconi, le risorse devono essere destinate ai ricercatori non alle strutture che gli sono state costruite attorno per i soliti motivi nepotistici e clientelari. E' dunque evidente che un governo, cui partecipassero il centro sinistra e il Pdl, non potrebbe mai affrontare temi di questa portata e che un governo di questo tipo servirebbe solo per far passare invano il tempo a spese di tutti gli italiani.
L'altra ipotesi in circolazione, un appoggio, a un governo di centro sinistra, sui singoli provvedimenti, da parte del Movimento 5 Stelle, finalizzato ad approvare alcune leggi urgenti, con al primo posto una legge elettorale che garantisca a chi vince le elezioni di poter governare, quest'altra ipotesi mi pare quella più realistica e soprattutto disegna uno scenario che non prevede proroghe a una classe dirigente che deve cedere il passo a nuove idee e a donne e uomini nuovi in tutte le forze politiche.