22 novembre 2013

Gianni Cuperlo e Matteo Renzi

A un certo punto della puntata di ieri sera di Servizio Pubblico, Michele Santoro ha rivolto a Gianni Cuperlo una bellissima domanda, formulata peraltro in modo impeccabile: in sostanza gli ha chiesto se secondo il candidato alla segreteria del PD è opportuno sostenere un Governo che sembra non essere in grado di dare risposte tempestive ai problemi italiani, il Governo sembra non avere cioè la capacità di mantenere il ritmo rapidissimo che l'attualità richiede per lo svolgimento di qualunque attività, a maggior ragione quella di governo.
La risposta di Gianni Cuperlo è stata che se questo esecutivo dovesse cadere, data la precarietà della situazione italiana, i problemi dovuti alla mancanza di un Governo pienamente operativo sarebbero maggiori dei vantaggi che in astratto ci si potrebbe aspettare da un nuovo, ipoteticamente più efficiente, Governo.
Poi alla richiesta opinione su Matteo Renzi premier, Gianni Cuperlo ha risposto che non condivide i programmi di governo che Matteo Renzi potrebbe adottare perché la sinistra deve conservare la sua identità. Cuperlo pensa dunque che i programmi di Matteo Renzi non sono di sinistra.
La mia impressione, per dirla in modo plastico, è che Gianni Cuperlo descriva l'esistente pensando che lo stato attuale delle cose debba essere "convinto" a muoversi in una direzione conforme alla ideologia del PD. Matteo Renzi invece mi pare che, ovviamente, sia critico verso lo stato attuale delle istituzioni italiane e voglia intervenire sulle stesse per migliorarle, renderle attuali e migliorare così la condizione degli italiani, soprattutto di coloro in più grave difficoltà.
I contendenti i cui nomi ho sfruttato per il titolo di questo post sembrano davvero lontanissimi tra loro, Cuperlo esprime propositi di miglioramento della politica senza però indicare i modi concreti con cui questo proposito possa essere realizzato. Renzi dichiara di voler cambiare le cose, tutte le cose (come dargli torto), e dà una serie di indicazioni più specifiche. Certo va considerato che Renzi parla anche da aspirante premier mentre Cuperlo solo da candidato alla segreteria del PD, tuttavia la diversa visione delle cose, pur considerando i diversi scopi di questi due protagonisti della politica italiana, da parte dei due contendenti, è evidentissima.
Certo resta da vedere se, ammesso e non dato che Mattero Renzi riesca davvero a giungere a Palazzo Chigi, una volta che sia diventato premier, sia in grado di incidere sul  coacervo di interessi che rende il settore pubblico italiano praticamente tanto adamantino quanto a dir poco inefficiente. C'è da dire che perlomeno Matteo Renzi dichiara di voler migliorare la "macchina" italiana.
Il nostro tempo ormai grida che tutte le ideologie sono superate e che bisogna pensare al presente e al futuro senza dimenticare il principio di realtà. Voglio dire che non dobbiamo fantasticare e dobbiamo fare i conti con la realtà più cruda, cercando di trovare soluzioni che non si fondino in una teoria astratta ma sull'evidenza della loro bontà. Le categorie di destra e sinistra, entrambe depositarie in parte sia del bene che del male, non possono più essere contenitori cui fare riferimento per le azioni politiche. Dobbiamo pensare a nuove vie, costruendo anche ponti arditi, e che come retaggio del passato conservino soprattutto tutti gli orrori, a qualunque ideologia essi appartengano, affinché non abbiano mai a ripetersi.

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