22 novembre 2015

Daesh

Dall'11 settembre 2001 all'attentato di Parigi il terrorismo ha colpito sempre in casa mia, ha colpito sempre in casa di tutti gli uomini.
Perché i terroristi agiscano lo dice il loro nome, vogliono spargere il terrore. Il fine è evidente, intendono trarre vantaggio dalla diffusione del terrore.
Questi terroristi spendono il nome dell'Islam senza che nulla faccia pensare che siano legittimati a farlo, dunque impropriamente, illegittimamente, illecitamente spendono il nome dell'Islam.
Per il terrorismo non possono esistere giustificazioni, quindi quelle che elencano come un mantra i terroristi stessi e i loro consapevoli o inconsapevoli fiancheggiatori, con l'intento di spiegare e giustificare le loro azioni esecrabili, sono solo un elenco di "fatti" raccontati come al solito senza garanzie di veridicità e posti come se fossero verità incontrovertibili. Ciò implica necessariamente che che le conclusioni, cioè l'atto terroristico che si vorrebbe spiegare e giustificare resta privo di ogni etica e di ogni giustificazione.
I motivi del terrorismo non sono quelli di ristorare una ingiustizia commessa dall'occidente nella storia passata e recente, i motivi del terrorismo sono semplicemente riassunti in sette parole: lotta senza quartiere per il potere mondiale.
Penso che coloro che agiscono concretamente, soprattutto i kamikaze, abbiano fede nella loro religione, ma questo ovviamente non significa che ciò che pensa un terrorista sia la verità. Una religione che commissionasse ai suoi adepti l'omicidio e la strage sarebbe una contraddizione in termini, infatti se un dio, dall'alto della sua visione divina della totalità, visione che ovviamente trasfigurerebbe la visione parziale e limitata dell'uomo, se dall'alto della sua divinità dicevo volesse punire qualcuno non credo che avrebbe bisogno di usare armi di guerra. Qui mi fermo perché mi rendo conto che l'argomento diventa spinoso e lo lascio ai teologi.
Penso anche che chi finanzia, chi stabilisce le strategie e gli obiettivi, chi governa il terrorismo mondiale sia consapevole pienamente che la posta in gioco non è ultraterrena, bensì terrena, molto terrena. I capi del terrorismo non si pongono minimamente il problema che questa "lotta per il potere" preveda l'uccisione di innocenti. I capi del terrorismo non si fanno scrupoli nel motivare i loro seguaci usando arbitrariamente la loro religione e una lettura storica del tutto arbitraria, per quanto essa ovviamente riveli senza dubbio luci e ombre, ombre grandi e terribili. Ho già detto che giustificare questo con presunte colpe dell'occidente non funziona. Le accuse non sono verità. Certo l'occidente suppongo che abbia le sue colpe ma ciò non autorizza nessuno a colpire cittadini inermi.

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