Dopo che è accaduto ciò che tutti sappiamo, cioè è morta uccisa la povera Reeva Steenkamp, prima ancora che si sappia con certezza come sono andati i fatti, l'atleta paralimpico ha perso l'immagine che si era conquistato negli ultimi anni.
Oscar Pistorius è stato arrestato e dopo pochi giorni, quest'oggi, è stato scarcerato su cauzione. Ho letto alcuni tweet di persone che biasimano il rilascio di Pistorius e affermano che chi ha i soldi può anche uccidere, ma hanno torto, la vicenda processuale di Oscar Pistorius, almeno finora, va letta in modo diverso.
Per prima cosa, quello che è accaduto nella sua casa, al momento, non lo sa nessuno e, sul piano della realtà storica, non lo saprà mai nessuno. Al termine del processo cui, salvo colpi di scena, Pistorius sarà sottoposto, conosceremo la verità processuale, il che è già qualcosa.
Cercherò di spiegarmi meglio. Nella casa del delitto pare che ci fossero solo l'atleta e la sua fidanzata, che purtroppo è morta, quindi l'unico che potrebbe raccontare quello che è accaduto è la stessa persona che è accusata di omicidio. Il fatto che sia accusato di omicidio lascia aperti alcuni possibili sviluppi: primo. Pistorius ha ucciso volontariamente Reeva Steenkamp e sta tentando di far passare l'accaduto per un banale quanto tragico incidente: in questo caso probabilmente non racconterà mai come si sono svolti i fatti. La dinamica potrà essere ricostruita dai giudici nel processo sulla base degli elementi di accusa e di difesa raccolti dagli investigatori e dagli avvocati dell'imputato; secondo. Pistorius, come dichiara da qualche giorno, ha ucciso la sia fidanzata per un tragico incidente. Anche in questo caso, la dinamica dei fatti potrà essere ricostruita nel processo, nel contraddittorio tra accusa e difesa. Se la tesi difensiva di Pistorius è fondata, anche in questo caso il giudizio non potrà fondarsi sulle sue dichiarazioni, che dovranno essere verificate attimo per attimo dal giudice incaricato di giudicarlo. Che egli sia dunque colpevole o innocente dovrà deciderlo un giudice che non può in nessun modo conoscere la verità reale ma solo quella processuale, non vi è via d'uscita.
Da quello che ho scritto sopra si evince che anche dopo la sentenza la verità accertata sarà solo una verità processuale, quella reale, realmente accaduta, potrebbe raccontarla l'imputato che però, proprio per questa sua veste non è credibile. Anche una confessione di Pistorius, non solo la sua dichiarazione di innocenza, dovrebbe essere sottoposta alla verifica processuale.
Oscar Pistorius, dunque, finché non sarà condannato o assolto, rimane potenzialmente innocente o colpevole. Qui interviene la libertà su cauzione che, lungi dall'essere un privilegio per i ricchi, è invece un importantissimo istituto che si rifà a uno dei principi fondamentali del diritto, l'habeas corpus. L'Habeas corpus è concettualmente il diritto dell'imputato di arrivare libero al processo, al fine di difendersi nel migliore dei modi. Infatti, prima che sia concluso il processo, quali che siano gli indizi, le confessioni, gli elementi tutti dell'accusa e della difesa, l'imputato può essere colpevole o innocente.
Con ciò non voglio dire che chiunque riesca a difendersi adeguatamente in un processo, è evidente che chi dispone dei mezzi adeguati può permettersi i migliori tecnici e quindi ottenere la migliore difesa possibile, ma questo è un altro aspetto del problema.
Sia chiaro anche che le società moderne devono mettere a disposizione della collettività tutti i mezzi possibili, a qualunque costo, per proteggere le vittime del fenomeno che in Italia viene attualmente chiamato femminicidio. Ogni costo dev'essere sostenuto per ottenere il risultato che cessino una volta per tutte le violenze degli uomini sulle donne, meno uno, meno la giustizia sommaria. Lo Stato di diritto deve tutelare gli innocenti, sia tutte le donne che subiscono violenza, e questo ripeto è più che ovvio, sia gli innocenti che siano ingiustamente accusati di un delitto che potrebbero non aver commesso. Uno Stato che indulgesse alla giustizia sommaria diverrebbe egli stesso un bruto.