Il lavoro delle Procure è di altissimo livello e merita un assoluto rispetto, ma resta un punto di vista di parte, la parte dell'accusa.
Il risultato delle indagini, dopo il vaglio dei Giudici, nel contraddittorio con la difesa, nei tre gradi di giudizio, confluirà in una sentenza di condanna o di assoluzione dell'imputato.
Dopo che la sentenza, di condanna o di assoluzione, sarà passata in cosa giudicata, la verità processuale sarà stata accertata.
Gli atti d'indagine sono sottoposti al segreto istruttorio perché appunto non costituiscono verità processuali ma ipotesi, indizi, teoremi, valutazioni, che nel processo possono tutti rivelarsi infondati. Per questa ragione, la loro diffusione illecita attraverso i mass media determina, nelle persone, convinzioni infondate ed estremamente dannose per chi le subisce.
Le convinzioni indotte nell'opinione pubblica, dalla circolazione di atti di indagine non consolidati in una sentenza passata in cosa giudicata, sono irreversibili e dunque producono danni non risarcibili in nessun modo: Enzo Tortora fu assolto con formula piena, tuttavia ci sono ancora oggi persone che sono convinte che Enzo Tortora avesse commesso qualcosa di illecito, dunque il danno subito da Enzo Tortora è un danno irreparabile.
Per queste ragioni, è inammissibile e incivile che siano diffuse notizie sulle indagini relative a un illecito penale, prima che tale illecito sia stato accertato in una sentenza passata in cosa giudicata.
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30 gennaio 2011
12 febbraio 2010
Informazione e processi.
L'informazione è il cuore di uno Stato democratico. Se non ci fossero i giornali, i telegiornali, i giornalisti, i potenti potrebbero fare praticamente tutto il bene e tutto il male possibili.
La facoltà di criticare l'operato di grandi imprenditori, politici, sindacalisti, intellettuali, magistrati, professionisti, è l'alimento di uno Stato moderno e trasparente.
Tuttavia, quando l'informazione non chiarisce bene l'oggetto del suo lavoro e diffonde notizie che non sono verificate o sono suscettibili di radicale mutamento, in questo caso l'informazione, invece che un elemento essenziale della democrazie, diviene uno strumento che contribuisce a diffondere dati e convincimenti fallaci.
Il preziosissimo lavoro delle Procure della Repubblica costituisce una serie di atti e azioni di parte, delle Procure della Repubblica appunto, atti che potranno essere confermati o smentiti dopo un iter processuale in cui dovranno superare le difese degli imputati e il vaglio del Giudice terzo. Se il Giudice al termine del processo pronuncerà una sentenza di condanna e questa non sarà riformata o annullata nei successivi gradi di giudizio, allora e solo allora gli atti e le azioni delle Procure della Repubblica coincideranno con la verità processuale.
Dunque la diffusione di notizie sull'azione penale, esercitata dalle Procure, potrebbe radicare nell'opinione pubblica convincimenti errati sugli indagati.
Il problema qual è? è il seguente: se a processo finito l'indagato sbattuto sui giornali risulta innocente ma nel frattempo ha perso onore, famiglia, lavoro, serenità, salute, chi paga? e soprattutto come fare recuperare l'onore, la carriera, la famiglia? un risarcimento economico non può rendere l'onore, la famiglia, la serenità, dunque gli eventuali danni alla persona rimangono per sempre.
17 gennaio 2008
La bufera giudiziaria che si è abbattuta sul ministro Mastella.
Per formazione culturale sono garantista, sicché attendo di conoscere gli sviluppi dell'inchiesta. Tengo solo a dire che, a mio modestissimo avviso, una persona indagata non dovrebbe entrare nel circuito dei mass-media, se non con la massima cautela. Infatti è noto che solo al termine del processo, e con una sentenza non più appellabile, si può conoscere la "verità" giudiziaria dei fatti giudicati.
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