Da molti anni non faccio viaggi in giro per il mondo, ma ricordo che quando ho visitato paesi lontani, molto prima del 1994, dal tassista al cittadino del paese lontano visitato, quando hanno scoperto che ero italiano hanno sempre, subito dopo, pronunciato le fatidiche parole: spaghetti, pizza, mafia. Come biglietto da visita non è granché, ma tant'è.
Su molti giornali, nei talk show, nelle interviste i politici delle opposizioni ripetono il solito pregiudizio: Berlusconi è deriso in tutto il mondo e via dicendo su questa linea.
E' difficile esprimere un giudizio su questioni che riguardano i "popoli del mondo" perché, più che guardare gli articoli di giornale e i servizi giornalistici delle tivvù, per avere un dato, almeno bisognerebbe fare dei sondaggi con il rispetto delle leggi statistiche. Quindi l'assunto che siccome i mass media parlano male di Berlusconi questo significa che i cittadini del mondo pensano male del nostro Presidente del Consiglio non è provato, ma per portare avanti il mio ragionamento teniamolo per vero.
L'Italia dunque non aveva già da prima del suo avvento una grande fama, ma questa nomea è stata aggravata da Berlusconi? ammesso e non concesso che sia così, non sarà un po' diversa la ragione per cui Berlusconi è fatto oggetto di attacchi violenti dai mass media internazionali?
Berlusconi è un outsider in Italia, voglio dire che è un uomo che si è fatto da sé, che non discende né da una famiglia aristocratica né da una famiglia ricca, e non gli si perdona la sua attuale ricchezza. I suoi peccati sono stati commessi, nel tempo e nello spazio, dal fior fiore dei politici, degli imprenditori e degli intellettuali, ma quando gli stessi peccati li commette Berlusconi non si possono, né si devono, perdonare.
Berlusconi rompe gli schemi, nel quadro politico italiano ma anche in quello internazionale. Egli non segue le linee tradizionali della politica italiana, applica un metodo sui generis per costituire e sviluppare relazioni con gli stati esteri, coltiva un rapporto personale con Putin, con Gheddafi, con Bush, e con molti altri capi di stato, anche molto discussi. Questo modo di fare consente all'Italia di avvantaggiarsi sul piano industriale ed energetico, ma nel contempo altera i delicati equilibri cui sono molto attente le grandi potenze mondiali. Nei libri e nei film dedicati a Enrico Mattei si ipotizza che il suo agire fuori degli schemi gli sia costata la vita. Si pensa questo perché Mattei non rispettava le regole non scritte delle sette sorelle. Berlusconi non rispetta le regole non scritte che vorrebbero gli italiani in posizione prona come paria della comunità internazionale, egli si rapporta con il resto del mondo alla pari.
Gli attacchi internazionali al nostro premier sono la reazione ai "danni" ai propri interessi che gli stati "primi della classe" subiscono o temono di subire per opera delle azioni da outsider di Silvio Berlusconi.
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RispondiEliminacheap clomid