Alcuni politici sostengono che il governo italiano dovrebbe attuare una politica economica più attiva, per sostenere i più deboli. Altri che il governo ha già fatto tutto il possibile e che il debito pubblico italiano non consente di fare di più.
Una parte politica ritiene che il peso dello Stato, nell'economia, debba ridursi, un'altra parte politica non si preoccupa di questo e anzi sostiene che lo Stato non debba preoccuparsi di aumentare il proprio peso nell'economia della Nazione, e che debba invece intervenire per sostenere i deboli prelevando le risorse dai più fortunati.
In concreto, l'ultimo governo Prodi ha avuto luogo in un momento di ripresa dell'economia, tanto che il gettito fiscale era costantemente sopra le attese e si parlava di continuo di tesoretti (surplus del gettito), e ciò nonostante, per migliorare i conti pubblici, non ha esitato nel fare una manovra fiscale da cento miliardi di euro. Al contrario, l'attuale governo Berlusconi non introduce nuove imposte e, tenuto conto della crisi e del minore gettito fiscale da questa prodotto, attua una politica che nell'immediato non può che aumentare il debito pubblico.
Fatta questa breve premessa, mi chiedo per quale ragione le forze politiche di destra e di sinistra non concordino, prima di entrare nella disputa confrontando le varie scuole di pensiero economico, sulla necessità di controllare la bontà e la serietà della spesa pubblica.
Le autostrade, gli impianti ferroviari e le infrastrutture italiani costano molto più di quelli realizzati nell'Europa del nord. Avviene che una impresa vinca una gara indicando un prezzo e che poi le leggi vigenti consentano ritardi e anche quadruplicazioni del prezzo iniziale. A questo riguardo la prima cosa da fare non sarebbe quella di emendare il sistema normativo per far sì che ciò non si ripeta? O, per esempio, il governo non potrebbe muoversi per far sì che la normativa sul divieto di subappalto non venga violata platealmente, con appaltatori che hanno vinto la gara che, a cascata, cedono i lavoro a imprese che poi in ultima battuta non hanno risorse sufficienti nemmeno per pagare la manodopera?
Tutti i cittadini italiani sanno e toccano con mano tutti i giorni le inefficienze della pubblica amministrazione; è anche noto che nella pubblica amministrazione vi sono sprechi enormi di denaro.
Detto questo, mi sembra logico che le forze politiche si alleino, nell'interesse generale, per combattere sprechi e inefficienze. Il denaro pubblico sprecato costituisce un danno incalcolabile per la Nazione italiana. Ridurre o eliminare questo danno è quindi interesse di tutti i cittadini e dunque di tutte le forze politiche.
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