5 giugno 2009

Europa, Usa, Russia.

Se i nostri parlamentari europei esprimessero una politica europea dell'Italia e avessero i numeri per contare, questo avvantaggerebbe il nostro paese? sì, è innegabile che la vittoria di un forza che rispondesse a queste caratteristiche è auspicabile.
Una frammentazione del voto, che porti in Europa numerosi partiti, danneggerebbe il nostro paese, perché questo significherebbe non dare all'Italia i numeri per poter esprimere una politica europea coerente e soprattutto nell'interesse dell'Italia.
L'Europa non è una classe dove gli scolaretti italiani devono mostrarsi ubbidienti e assecondare le politiche propugnate da Germania, Inghilterra e Francia. I nostri parlamentari, se sono coesi, e ciò può accadere solo se non sono espressi da troppi partiti, se sono coesi, dicevo, possono agire per condizionare la politica europea in direzione degli interessi italiani. Per fare questo, non bisogna ubbidire ai forti, si deve invece trattare con tutte le forze rappresentate in parlamento su ogni singolo punto. Solo in questo modo, la legislazione europea potrà tenere conto delle peculiari esigenze del nostro paese.
Se poi, cambiando livello di ragionamento, esistesse un'Europa politica, che oggi non c'è, cosa comporterebbe questo su scala globale? Comporterebbe che su scala planetaria si mischierebbero le carte: ai due giganti, USA e RUSSIA, se ne aggiungerebbe un terzo, l'EUROPA. Quello che poi pare inverosimile e che invece è vero è che l'Europa non sarebbe il terzo, neanche il secondo, sarebbe il primo Stato fra i tre. Questo scenario non è certamente gradito né agli USA né alla RUSSIA, che quindi faranno di tutto per evitare che possa nascere un'Europa politica.

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